C’era nel nostro quartiere uno strano vecchio che passava le notti a raccogliere vecchie biciclette rotte dai cassonetti della spazzatura. Ma quando la gente vedeva cosa ne faceva… restava paralizzata dal terrore. 😱 😨
Il signor Lewis viveva da solo in una casa buia e fatiscente in fondo alla strada. La casa era così vecchia che persino di giorno quasi nessuna luce si vedeva all’interno. Le finestre erano sempre chiuse e il cortile era pieno di ferraglia arrugginita, ruote rotte e strani pezzi metallici.
Per giorni interi non parlava con nessuno. I bambini avevano paura di passare davanti a casa sua. E gli adulti sussurravano che il vecchio fosse impazzito da tempo.
Ma la cosa più strana iniziava di notte. Ogni volta che tutto il quartiere si addormentava, il signor Lewis usciva in strada. Indossava un lungo cappotto consumato. Un vecchio cappello. E trascinava dietro di sé un carretto cigolante.
Camminava lentamente per le strade, cercando vicino ai cassonetti biciclette abbandonate. Metallo arrugginito. Ruote piegate. Catene strappate. Biciclette di bambini macchiate di sangue che la gente considerava semplice spazzatura.
A volte restava fermo davanti a una bicicletta per ore, come se la stesse studiando. Poi la prendeva con cura e la portava a casa. La gente rideva di lui.
— «È diventato matto…»
— «Si porta la spazzatura in casa…»
— «Un giorno morirà schiacciato sotto tutta quella ferraglia…»
Ma nessuno osava guardare troppo a lungo verso il suo garage. Perché di notte dall’interno arrivavano strani rumori. Stridii metallici. Esplosioni di scintille. Pesanti colpi di martello.
A volte sembrava che dentro funzionasse un’intera fabbrica. E quando improvvisamente delle luci filtravano dalle fessure del garage… gli abitanti giuravano di aver visto strane ombre muoversi sui muri. Una donna raccontò persino di aver sentito risate di bambini provenire dal suo cortile nel cuore della notte. Altri sostenevano di aver visto il signor Lewis parlare da solo nel buio.
Tutto il quartiere cominciò ad avere paura di lui. Gli abitanti cercarono allora di scoprire cosa si nascondesse dietro tutto questo… ma quando capirono finalmente cosa faceva davvero il vecchio, rimasero pietrificati dall’orrore. Il seguito nel primo commento. 👇👇👇
La notte seguente, alcuni uomini del quartiere decisero finalmente di scoprire la verità. Si avvicinarono lentamente al garage del signor Lewis. All’interno si sentivano ancora i pesanti colpi di martello. Scintille uscivano dalle fessure della porta.
Uno degli uomini si avvicinò lentamente alla finestra e guardò dentro.
E il secondo dopo indietreggiò impallidendo.
— «Mio Dio…» sussurrò.
Anche gli altri guardarono dentro. E tutti rimasero immobili.
Nel mezzo del garage c’era un’enorme struttura metallica. Qualcosa che assomigliava a una figura umana… assemblata con decine di pezzi di vecchie biciclette.
Braccia di ferro.
Una colonna vertebrale fatta di ruote.
Dita composte da catene metalliche.
Ma la cosa più terrificante era la testa.
Era costruita con campanelli di biciclette per bambini… e al posto degli occhi, vecchi fari si accendevano e si spegnevano lentamente.
Il signor Lewis era in piedi davanti alla creatura e le parlava dolcemente.
— «Sei quasi pronto… figlio mio…»
Gli uomini indietreggiarono terrorizzati. Ma proprio in quel momento il pavimento scricchiolò.
Il signor Lewis girò lentamente la testa verso la finestra. I suoi occhi sembravano completamente folli.
— «Non avreste mai dovuto vedere questo…»
All’improvviso le luci del garage si spensero. Per alcuni secondi tutto fu immerso nell’oscurità totale. Poi dall’interno si sentì un cupo rumore metallico. Passi pesanti… lenti.
Quando le luci si riaccesero, il signor Lewis non era più solo.
I suoi occhi-faro fissavano direttamente gli uomini dietro la finestra.
Fu allora che si scoprì che costruiva figure umane di metallo usando rottami metallici… e parlava con loro come se fossero persone vere. Gli abitanti del quartiere dicevano che fosse semplicemente impazzito a causa della solitudine.

